Occhi velati di tormentata gioventù,
fai scorrere i tuoi attimi
pigra e indolente,
negli sguardi verso un orizzonte diafano,
che ti sfugge ancora.
Inebri la mente con liquido di fuoco,
occupi il tuo corpo con fugaci amplessi,
rapisci dalla luna riflessi di argenti sbiadito,
in questa notte di estate,
dove il vento trascina i tuoi gemiti
di donna senza anima.
Non trovi nel tuo pugno
che sabbia fredda della notte,
nelle tue labbra
che sapori di baci
rubati alla curiosità.
Assetata dalla tua voglia
di specchiarti nella vita,
fuggi alle onde della ragione
per rapire un sospiro
di confermata solitudine.
Lasci la tua pelle imbevuta di umori,
che evaporano al primo sole,
lasci i tuoi capelli nascondere il tuo viso
segnato dalla tua incertezza,
le labbra rosse
squarciano desideri sopiti,
e bisbigliano
preghiere profane.
Mentre l’attimo sfuggente,
ti lascia inerme
a mordere la terra umida,
delle tue lacrime
di piacere rimandato.







