mi sei rimasta dentro
orma del tuo passaggio
alito di vento
-aria fredda di assenza-
mi restano immagini
in chiaroscuro
punteggiature di frasi singhiozzate
è notte ormai
nel tuo correre sui prati verdi
dell’allegria
cammino pesante
su questa terra convessa
del tuo ricordo
ti veglio incredulo
sul solco d’ una stella cadente
un chiodo di dolore
trafigge l’icona
del mio silenzio
ti ritroverò
…là
oltre i monti delle certezze
[margherite bianche
le mie lacrime di domani]
NdA
(Ritengo inserire questa nota per non portare le amiche e gli amici lettori fuori dal vero significato del testo.
Il 17 agosto scorso, una domenica, alle ore 18.00 mi ha lasciato per sempre la mia cagnolina, subito dopo averle dato il mio ultimo bacio sulla sua piccola testa ormai immersa nelle nebbie. Una cagnolina che per tredici anni ha condiviso ogni momento della mia vita e della mia famiglia.
Può risultare blasfemo (spero a pochi) la contemporaneità con la commemorazione dei defunti di questo mese dove il dolore di persone care, nei ricordi prende in modo intimo e completo.
Ma il dolore di questa morte è per me sacro.
È un dolore che resta dentro, senza distinzione, e seza tempo.
È un ricordo, e una confessione dovuta a Lei, e alla bellezza di quel lungo vivere insieme.)