venerdì 28 novembre 2008

intimità

Sul lago

riflessi di luce grigia

macchie simulacri divini

ombreggiano antichi canti

 

tepore intimo

tra sentieri alitati di magia

eruzioni basiche

in un torrente senza tempo

pietra fusa plasmata

 

passi ovattati

da un silenzio pagano

frutti di bosco

profumano l’anima

 

è un sapore di vita

quello che cola

tra le labbra socchiuse

alla meraviglia

 

ai miei piedi

dorme placida

Samirah





INCANTO400

(immagine presa dal web)




lunedì 3 novembre 2008

sarai sempre nel mio cuore

mi sei rimasta dentro

orma del tuo passaggio

alito di vento

-aria fredda di assenza-

 

mi restano immagini

in chiaroscuro

punteggiature di frasi singhiozzate

 

è notte ormai

nel tuo correre sui prati verdi

dell’allegria

 

cammino pesante

su questa terra convessa

del tuo ricordo

ti veglio incredulo

sul solco d’ una stella cadente

un chiodo di dolore

trafigge l’icona

del mio silenzio

 

ti ritroverò

…là

oltre i monti delle certezze

 

[margherite bianche

le mie lacrime di domani]



NdA

(Ritengo inserire questa nota per non portare le amiche e gli amici lettori fuori dal vero significato del testo.

Il 17 agosto scorso, una domenica, alle ore 18.00 mi ha lasciato per sempre la mia cagnolina, subito dopo averle dato il mio ultimo bacio sulla sua piccola testa ormai immersa nelle nebbie. Una cagnolina che per tredici anni ha condiviso ogni momento della mia vita e della mia famiglia.

Può risultare blasfemo (spero a pochi) la contemporaneità con la commemorazione dei defunti di questo mese dove il dolore di persone care, nei ricordi prende in modo intimo e completo.

Ma il dolore di questa morte è per me sacro.

È un dolore che resta dentro, senza distinzione, e seza tempo.

È un ricordo, e una confessione dovuta a Lei, e alla bellezza di quel lungo vivere insieme.)






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