sulla corrente diafana
la barca della vita
nel suo rollio vagabondo
e traverso
taglia
le onde controvento
tra spruzzi di lacrime
e lame d'incertezza
residui di sale
nel calice di ambrosia
sulla rotta
d’ una destinazione
approdo di fuga
in un’ orizzonte indefinito
salpa il vessillo
d’un sorriso carpiato
sulle vele
gonfie di sospiri
spinte di prua
sulle tracce d'una luce
non c’è terra ai confini
solo un altro ponte
per salpare
di pensieri e parole
oltre quel tratto
tracciato appena
sulle carte d’ una solitaria magia
arriveremo al porto
carichi di dadi e di monete
e giocheremo ancora
là
in quell’angolo acuto
la nostra folle partita
con la paura.
Vincerà ancora..."Lei".
© “destinazione senza ritorno” di Lorenzo de Vanne
