venerdì 10 aprile 2009

Trema ancora, la mia terra.

Trema ancora

la mia terra,

alcova di boschi

e di silenzi.

 

Tra le mani scorrono le pietre

frantumi di storia e di radici,

si sgretola sul letto di trifoglio

il ricordo di presepi colorati.

 

Scenario antico di monti inquieti,

patto sacro tradito dagli umani,

cumuli di lacrime sotto la luna,

riflessi d’ un pianto senza dimora.

 

Trema ancora

il mio sguardo,

ampolla di vuoto

e d’incoscienza.

 

Genziane calpestate dalla notte

riprenderanno la luce del domani,

un balsamo il sangue del martirio,

sulle piaghe aperte dal dolore

 

Preghiera su un rosario di memorie,

lasciate al vento freddo della sera,

il grido d’ un inganno ripetuto

sull’eco d’una valle ormai ferita.

 

 

Trema ancora

la mia voce,

un canto di figlio

e... di fratello.







 
© "Trema ancora, la mia terra" di Lorenzo de Vanne





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 (immagine presa dal sito de "La Stampa" di Torino"