sabato 29 settembre 2007

ti chiamano baby-puttana

ti chiamano baby-puttana

sei donna senza ombra

schiava della tua sessualità

 

ai bordi della strada

preghi un Dio che t’ignora,

al collo una croce che brucia

 

offri boccioli di fiori al carnefice,

ti rubano un gemito

per trenta denari

 

ti prendi il peccato

di chi ti vende la pelle di talco

 

sulle lacrime i riflessi di bambole

strappate ai giochi

 

respiri la furia del vento,

sulle labbra

il rosso della profanazione

 

tra le gambe

l’ossessione di mandorle amare

 

ti hanno manomesso l’innocenza

con la speranza

 

ti hanno predato l’anima

con l’illusione

 

la giostra cigola

la tua assenza

 


baby3

giovedì 27 settembre 2007

questo piccolo quaderno...

questo piccolo quaderno,

che raccoglie i miei sospiri,

e i miei sorrisi,

mi accompagna paziente

nel cammino della conoscenza

 

seguo le righe,

sentieri,

dove sfogliare

petali di speranza,

o di inquietudine

 

spazi bianchi,

che accolgono

il mistero della mia coscienza,

confini senza tempo

e senza orizzonti,

dove affoga la mia ebbrezza di vita

 

segni che si intrecciano

in fili di inchiostro,

perduto nel mio vagare

sulle tracce della mia anima,

verso risposte lontane,

parole e frasi

che formano pensieri

 

come foglie adagiate al vento,

scorrono leggere sulla corrente,

e soffici si adagiano

su un foglio di terra

 

un canto di melodie intime

riempie il mio vuoto

…di eterna attesa

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lunedì 24 settembre 2007

lascia la mia mano frugare la tua malizia...

donami un attimo

del tuo respiro,

tra le labbra arrossate

da gocce di passione

 

lascia la mia mano

frugare la tua malizia

mentre rapisco pensieri

dalle tue calze a rete

 

sotto pizzi di seta

carne gonfia di tempesta

mentre la luna

taglia la notte

in spicchi di incanto

e il brivido

sfiora il tuo ventre

tra unguenti di muschio

 

sento scorrere

le corde di una arpa

sul pentagramma del tuo piacere


merletti

venerdì 21 settembre 2007

ho voglia...

ho voglia del tuo dolore

di quello spasimo

che ti squarcia il ventre

e spinge la carne

nel baratro della lussuria

 

quella paura di non poter

tornare indietro

-delirio sacro-

dove l’estasi è sangue vivo

la fronte violata da spine

di rose sacrificate

 

ho voglia delle tue lacrime

salate dal tuo tormento

di essere ormai vuota di te

..e colma di me

 

quelle mani ruvide di tempo

ansiose di seta e d’organza

liberate da quel gioco

che lega al supplizio

 

ho voglia di portarti

con me

…all’inferno


spine

venerdì 14 settembre 2007

è una faccenda per uomini inquieti...

un grido straziato

di bambino,

un gioco perduto

per un capriccio,

sulle onde una brezza

che accarezza,

il silenzio riprende

il suo spazio,

nella mente un pensiero

 

-un dubbio-

 

sulle ali di un volo di carta,

un aquilone riempie

lo sguardo,

trascino il ricordo

in un sorriso,

mentre scruto impaziente

il mio cielo,

 

cerco quel segno

che tarda ad esser certo

 

esisto per guardare

oltre il velo,

per una parola gettata nel vento

 

esisto per comprendere l’arcano

mentre mi perdo in un tuffo

nell’acqua,

per misurare il dolore

con un palmo,

e affogare nell’amore di un sogno

 

c’è un inganno nella storia che illude:

pensare sui libri già scritti

 

sfoglio la mia voglia di certezze,

avanzo sul filo di follia,

-funambolo in un mondo di attori-

è teso nelle meraviglie

di occhi stanchi,

tra verità unte di sapienza

 

…è una faccenda per uomini inquieti!


funambule

martedì 11 settembre 2007

Natalità (germoglio dell'ultima radice)

scivolasti tra le sue braccia nude

attendevi da mesi il suo profumo

un’ alcova di erba bruciata

all’ombra di una pergola e di un fico

 

mentre il latte bagnava le tue labbra gonfie

ti prese tra i silenzi della sera

nei profumi che portava la montagna

lui ti spingeva il suo amore nella carne

sull’altare la sua voglia di eternità

 

in quella notte delle stelle cadenti

si compiva l’incanto del tempo

nel sangue caldo della tua luna

il seme trovò il solco del suo germoglio

 

la terra inquieta prese a tremare

mentre contavi i giorni al natale

distesa piena nel tuo giaciglio di paglia

cresceva il tormento nel tuo ventre

 

gridasti la vita in un alito appena

sotto le stelle di Aries nelle Palme

guardasti negli occhi neri il tuo fardello

pregasti Maria e ti addormentasti

 

afferrato al tuo seno prese il respiro

cresceva nella luce di una storia folle

e nel delirio restò il suo mistero

 

per natalità 2

 

domenica 9 settembre 2007

cometa di una notte di primavera

Ti ho incontrato sotto il ponte Fabricio

in una notte di luna senza veli

e una voglia di fuoco sulla pelle

 

nei tuoi occhi rossi la paura del vento

nelle tue mani il brivido del tormento

ci trovammo così quasi per caso

due barche lasciate alla deriva

 

mi parlavi di sogni svaniti

di speranze senza colore

mentre la mano cercava i tuoi seni

accoglievi il mio ventre nel tuo

 

viso senza nome e senza lacrime

lasciasti ai silenzi il tuo gemito

mentre respiravo il tuo alito amaro

mi presi il tuo piacere sussurrato

 

ti regalai un sorriso di attenzione

restò nella pietra la tua schiena

mentre cercavi stelle su nel cielo

legati in un abbraccio disperato

 

trovasti il calore d’ una illusione

in questo amplesso rubato alla follia

mi lasciasti un dolore nella coscienza

la tua lacrima  sulle labbra bruciava

 

-cometa di una notte di primavera-


donna con cappuccio

 

venerdì 7 settembre 2007

Tabula rasa

 

-il faut reflechir-

 

quest’onda di sabbia

fine e dorata

che scorre in una clessidra

avida di tempo

 

-festina lente-

 

c’è stupore

negli occhi stanchi

di luce e di riflessi

dove i contorni

restano sogni

 

-le vie en rose-

 

è un nodo in gola

questo cercare

tra le righe

di pagine sgualcite

di un libro aperto alla curiosità

da un vento fresco

brezza di un pensiero profano

 

-ce n’est qu’un debout-

 

di una fine annunciata

da un calice amaro

che una mano allontana

c’è voglia di carne al venerdì

e rubare la mela del peccato

ad Adamo

inganno della storia

 

-requiescat in pace-

 

è il verbo che si è fatto uomo

e si ribella alla quiete

regola monastica

non ammessa alla battaglia

 

tormento dell’essere

davanti al Tempio

che conserva la nostra anima

tra colonne di paura

e altari di lussuria

 

-c’est trés difficile-

 

guidare questo veliero

sui mari della ribellione

c’è tempesta in arrivo

…rotta sull’isola

porto diluito delle nostre emozioni

 

-carpe diem-

 

mentre il passato di espande

il futuro si restringe

ma questo corpo non si sazia ancora

e arde sulla pira dell’onnipotenza

 

non c’è danno che danni

ma acqua fresca da bere

 

-je veux me coucher avec toi-

…Sophie







gabbia

lunedì 3 settembre 2007

ecce homo

eccomi

in questo tormento

che è la poesia

 

versi che scorrono

-torrenti alpini-

su pagine bianche

vergini di inchiostro,

tra sussulti di inquietudine

e sospiri di piacere

 

vibra la mia pelle

in questa emozione

che si rinnova

-pelle di nuova serpe-

tra sogni e silenzi

 

parole che s’intrecciano,

alchimia di arcana magia,

in una armonia

che è grido di anima,

…alla vita

…all’amore

…al piacere

 

aspettami

vagabondo lettore,

ospite della mia voglia di dire,

ascolta il mio bisbiglio,

lascia scorrere il sangue dai miei polsi

lacerati da questa bramosia

-curiosità invadente-

osserva il colore degli occhi

riflette il verde dei miei boschi

e il bruno di quelle terre di centro,

e il cielo…

Aries immerso nel plenilunio

guida del mio cammino

senza confine,

sulle tracce delle mie radici

fatte di parole,

di frasi scritte,

di pensieri gettati tra righe di sogni

 

-illusione d’onnipotenza-

effimera certezza

permanente dannazione

tra luce e tenebra

 

ci sono…ancora

-ecce homo-

 (scusate il ritardo, ma ho allungato le vacanze al massimo, per usufruire di tutto il tempo possibile...eccomi di nuovo qui, tra di voi...mi porto le lunghe riflessioni dell'ultimo mese, e l'inquietidine cronica dell'uomo curioso, e amante della vita...sono di nuovo qui, amiche ed amici...per parlarci ancora di questa magia che è la poesia...ciao e grazie della vostra presenza durante la mia assenza...Lorenzo)