ti chiamano baby-puttana
sei donna senza ombra
schiava della tua sessualità
ai bordi della strada
preghi un Dio che t’ignora,
al collo una croce che brucia
offri boccioli di fiori al carnefice,
ti rubano un gemito
per trenta denari
ti prendi il peccato
di chi ti vende la pelle di talco
sulle lacrime i riflessi di bambole
strappate ai giochi
respiri la furia del vento,
sulle labbra
il rosso della profanazione
tra le gambe
l’ossessione di mandorle amare
ti hanno manomesso l’innocenza
con la speranza
ti hanno predato l’anima
con l’illusione
la giostra cigola
la tua assenza








