Un fruscio inquieto
di foglie di acero,
un vento caldo
di pensieri blasfemi,
la cornice di una notte
a chiudere un sogno,
sui quadranti d’oriente
si disegna una nuova alba.
Passo dopo passo
la mia strada si restringe,
angolo acuto
della vita.
Tracce di sabbia
perduta dalle ore,
segmento di tempo
d’un attimo fugace
di stella solitaria,
nelle tasche i pensieri,
la luce negli occhi,
una gerla di sospiri
di viandante inquieto.
©”Il viandante del tempo” di Lorenzo de Vanne
