venerdì 25 gennaio 2008

un odore che danna

è radice

questo possesso perverso

sentimento del dolore

 

sono pugni al vento

che trascina foglie morte

da tempo,

gigli senza stelo,

caduti da un cielo

ormai grigio

 

un alito amaro

riempie il mio sguardo,

le dita, tentacoli

d’ una corona di spine,

scorrono

tra le sue cosce umide

 

in quell' odore

…che danna.

 





soavedf4

domenica 20 gennaio 2008

...è l'Appia

È un cielo

di stelle accennate

c’è luna piena

stasera

icona d’ argento

fantastica solitudine

 

su queste pietre

schiacciate dal tempo

le ruote della storia

hanno segnato tracce

di lacrime e sangue

 

questa strada

maledizione di schiavi

tappeto d’ allori 

oltraggiata da eserciti avidi

della gloria di Roma

 

c’è un profumo di amori rubati

su capitelli dispersi nell’oblio

gemiti tra silenzi d’ anime

sacrificate alla fede

odore di tempo

paura di morte

su orme

di un credo compromesso

da umani

perduti nell’onnipotenza

 

è l’Appia

 

compagna di pini

e di ruderi

di civiltà abnegata

la nostra voglia di cantare le gesta

si respira silenzio

-stasera-

tra tombe profanate

ipnosi della banalità

 

un canto sottovoce

muove

questo sguardo severo

oltre

la memoria.





appia-antica

martedì 15 gennaio 2008

Il settimo sigillo

ilsettimosigilloridotto

 

Sui sentieri

d’un lacerato ritorno

-tormento-

la ricerca di una ragione

 

una partita a scacchi

con la morte,

per un perché,

sfida truccata

dal destino,

 

resta silenzio

-ancora-

eco della tua domanda

 

non puoi toccare

Dio,

né comprendere il segno,

sulle tracce inutili

di un’ epistéme                                 

nuda di fede,

 

bussa alla porta

l’ultima ora,

scende il velo

sulla vita.

 

Una danza al chiarore dell’alba,

sui bordi

d’un orizzonte blasfemo,

 

li tieni per mano,

una lunga fila,

in testa Lei

con falce

e clessidra,

 

ti allontani solenne,

un’arpa accompagna

gli ultimi passi,

verso l’ignoto.

 

La pioggia lava

il sale delle lacrime,

incompiuto,

resta il dipinto della mente.

 

 

(il filmato qui sotto è tratto dal film "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman a cui mi sono ispirato, rivedendolo dopo circa 30 anni, è un filmato molto interessante su una conversazione che riguarda un grande mistero, vi consiglio di vederlo a ascoltarlo con attenzione, annullando la musica di fondo del mio blog, sulla colonna sinistra"







venerdì 11 gennaio 2008

petalo di rosa

ti ho trascinato

in questo letto

dalle lenzuola sgualcite

 

un profumo di lavanda

la tua pelle di luna

 

tra i sorrisi

di sguardi curiosi

le tue vesti

foglie d'autunno

 

ho trovato

labbra umide

disegnate

da un petalo di rosa

 

il profumo di mare

nel tuo ventre

bocciolo di primavera

 

un respiro

-aliti fusi-

sensi intrecciati

 

sul pentagramma

note

rapite alla magia

 





donna velata

domenica 6 gennaio 2008

eterno dilemma, l'amore

Non trovo buio nelle tue parole

solo carezze di vento

di mesto abbandono

ad un sogno sfumato

in troppe righe di pianto

 

umore rappreso

sui gradini della nostra

diffidenza

 

una lacrima

buca

la pietra del rimpianto

 

risale l’estuario

la vela bianca

tavolozza di una voglia

 

lasciati andare farfalla d’inverno

le tue ali di cera

forgiate dall’illusione

resteranno versi immortali

d’una poesia di vita

 

eterno dilemma

l’amore

 

tra dolore e piacere

per un approdo

perfetto

 





penser

mercoledì 2 gennaio 2008

Elizabeth [Donna, Guerriero, Regina]

Donna dagli occhi di ghiaccio,

nascondi la notte

nell’azzurro dell’iride,

il silenzio nel ventre,

asciutto di tormento,

sola nell’alcova

dei rossi damaschi,

una lacrima salata

eclissa

la tua voglia d’amore,

il riflesso

d' una luna calante

tarda il tramonto

sulla tua pelle di latte.

 

Guerriero con le armi del cielo,

da sud un vento di Spagna

annoda i tuoi capelli rossi,

sull’orgoglio del tuo popolo

inciti la rabbia della preda,

offri il calice al martirio,

un inganno

per la terra di Albione,

nei corsari rimetti la spada,

il mare il tuo campo

d’arare.

 

Regina di un trono infedele,

respingi il peccato di Roma,

sul ceppo la testa di Maria

fardello d' una traccia

di spine di rose,

conduci la gloria d' una fede

su una vergine terra,

affoghi l’Armada del gobbo

nei gorghi

della sua presunzione,

sospiri la paura dell’inganno,

ti resta la corona

e una colomba,

nel cuore

l’amore per le tue radici.







elizabeth