Donna dagli occhi di ghiaccio,
nascondi la notte
nell’azzurro dell’iride,
il silenzio nel ventre,
asciutto di tormento,
sola nell’alcova
dei rossi damaschi,
una lacrima salata
eclissa
la tua voglia d’amore,
il riflesso
d' una luna calante
tarda il tramonto
sulla tua pelle di latte.
Guerriero con le armi del cielo,
da sud un vento di Spagna
annoda i tuoi capelli rossi,
sull’orgoglio del tuo popolo
inciti la rabbia della preda,
offri il calice al martirio,
un inganno
per la terra di Albione,
nei corsari rimetti la spada,
il mare il tuo campo
d’arare.
Regina di un trono infedele,
respingi il peccato di Roma,
sul ceppo la testa di Maria
fardello d' una traccia
di spine di rose,
conduci la gloria d' una fede
su una vergine terra,
affoghi l’Armada del gobbo
nei gorghi
della sua presunzione,
sospiri la paura dell’inganno,
ti resta la corona
e una colomba,
nel cuore
l’amore per le tue radici.
