martedì 30 dicembre 2008

la rilegatrice dei libri proibiti

Tra le dita

pagine ingiallite

storie rubate alla morale

perversa illusione d’onnipotenza

 

radica il tuo corpo

lasciato nella polvere del vento

brividi dimenticati

in fondo al buio

nel ventre risveglia la donna

 

tormento di carne

tra le cosce nude

un silenzio di vergogna

palpita il tuo seno

lacerato da sospiri trascurati

 

conquisti il fuoco della coscienza

offri il tuo miele alla speranza

trattieni tra le palpebre

un attimo di passione

tracci con l’anima

i cigli d’ una nuova strada

 

un libro ancora

marocchino plasmato

da un’ inquieta ossessione.





ossessione

(immagine presa dal web)

venerdì 28 novembre 2008

intimità

Sul lago

riflessi di luce grigia

macchie simulacri divini

ombreggiano antichi canti

 

tepore intimo

tra sentieri alitati di magia

eruzioni basiche

in un torrente senza tempo

pietra fusa plasmata

 

passi ovattati

da un silenzio pagano

frutti di bosco

profumano l’anima

 

è un sapore di vita

quello che cola

tra le labbra socchiuse

alla meraviglia

 

ai miei piedi

dorme placida

Samirah





INCANTO400

(immagine presa dal web)




lunedì 3 novembre 2008

sarai sempre nel mio cuore

mi sei rimasta dentro

orma del tuo passaggio

alito di vento

-aria fredda di assenza-

 

mi restano immagini

in chiaroscuro

punteggiature di frasi singhiozzate

 

è notte ormai

nel tuo correre sui prati verdi

dell’allegria

 

cammino pesante

su questa terra convessa

del tuo ricordo

ti veglio incredulo

sul solco d’ una stella cadente

un chiodo di dolore

trafigge l’icona

del mio silenzio

 

ti ritroverò

…là

oltre i monti delle certezze

 

[margherite bianche

le mie lacrime di domani]



NdA

(Ritengo inserire questa nota per non portare le amiche e gli amici lettori fuori dal vero significato del testo.

Il 17 agosto scorso, una domenica, alle ore 18.00 mi ha lasciato per sempre la mia cagnolina, subito dopo averle dato il mio ultimo bacio sulla sua piccola testa ormai immersa nelle nebbie. Una cagnolina che per tredici anni ha condiviso ogni momento della mia vita e della mia famiglia.

Può risultare blasfemo (spero a pochi) la contemporaneità con la commemorazione dei defunti di questo mese dove il dolore di persone care, nei ricordi prende in modo intimo e completo.

Ma il dolore di questa morte è per me sacro.

È un dolore che resta dentro, senza distinzione, e seza tempo.

È un ricordo, e una confessione dovuta a Lei, e alla bellezza di quel lungo vivere insieme.)






yorkshire_fog400

 

 






giovedì 25 settembre 2008

il gallo canterà

perché morire

in un giorno di festa

 

gigli profumati

nel giardino della speranza

 

lasciamo al vento

le ceneri del rimpianto

prendiamoci i profumi

del vento della sera

 

ungiamoci la pelle

con lacrime di piacere

non resta che sorridere

al buio della notte

 

riaprire il nostro sguardo

su  stelle ormai cadenti

prima dell’alba

il gallo canterà

 

l’olio della lampada

conserva il suo calore

ci scalderemo ancora

con i sogni di domani





tramontoalbero

(immagine presa dal web)


 


 

lunedì 15 settembre 2008

ti accolgo...

finalmente!

        sei arrivata

 

mancavi

-sai?-

nel mio giardino di primavera

 

ti aspettavo inquieto

-curiosa trepidazione-

fuggivo il sole

per ritrovare il bosco

 

ti ho tracciato

un sentiero di sospiri

tra le dune del mio vagabondare

una lampada ad olio

sul portale di tufo antico

 

ora c’è luce tra i melograni

e un profumo di lillà

è il tuo respiro

 

i tuoi occhi

-diademi della notte-

colmano il mio sguardo

umido d’incanto

 

siedi al mio fianco

alla tavola imbandita

tra fiori di parole

e ghirlande di pensieri

 

-finalmente qui-

 

ti accolgo

come re

...la sua regina







lampada450      (foto presa dal web)

lunedì 28 luglio 2008

amante di ferragosto

distesa

[lattea]

doni la pelle al cielo

il tuo corpo lasciato al tormento

si scalda immobile

 

ascolti il silenzio

d’ un mare docile

la brezza ti carezza i capelli

le labbra umide

disposte ad un bacio

[disperso nei sogni]

 

il seno segue il tuo sospiro

pulsa

la tua solitaria ebbrezza

le gambe socchiuse

dimorano sguardi curiosi

cornice d’ un amplesso con il sole

 

scivola

il tuo sorriso sulle ali d’ un vento

amante di ferragosto





(scritta durante l'estate 2006, dalla raccolta "Il canto dell'inquietudine" , riproposta per cogliere l'occasione, in questo momento caldo e stanco, e darvi a Voi tutti amiche/amici, un affettuoso augurio di una buona e riposante vacanza, a presto...Lorenzo de Vanne)









valespiaggia

lunedì 14 luglio 2008

Dan'as

su quel passo austero

compagno d’ un alito di vento

si srotola nella polvere del tempo

-una stella bianca sulla fronte-

l'inquieto puledro

che scalpita evasione

 

seduce i tuoi fianchi

di giovane donna

il dorso di Dan’as

i tuoi seni eretti

carezzati dai sospiri

d’ una corsa senza staffe

 

occhi di delirio

in un sussulto perverso

passione senza bordi

tra umori di carne rovente

 

i capezzoli duri

segnano il tuo affanno

piacere occulto

di aderenze dannate

 

avvolta

in quel manto oscuro

ti lasci piegare

-suddita-

dal tuo peccato



(2007- Album di parole)






donna cavallo

 (immagine presa dal web)


venerdì 4 luglio 2008

ancora un sigaro

ancora un sigaro

[ancora]

fumo diluito nei pensieri

 

uno sguardo al tramonto

lunghe ombre sulla meridiana

non aliti di vento

né sospiri tra le foglie

 

[accenni sfumati di primavera]

 

è profonda questa ferita

sorda l’eco nell’anima

intreccio di luci

nei chiaroscuri della sera

 

[carboncini consunti]

 

idee riposte

e poi riprese

in un cesto di rose recise

dalla falce della paura

 

non resta

che un sogno

…nel dipinto di ieri









allumer-cigare

(immagine presa dal web)

martedì 24 giugno 2008

morituri te salutant

Minaccioso avanzi,

mentre i popoli raccolgono

il grano della follia,

vessilli granata

sventolano, per un attimo,

nelle valli sfiorite,

mentre i ruscelli si preparano

ad accogliere le lacrime dei vinti.

 

E’ un vento freddo,

il vento della morte,

taglia l’alito di chi corre

in cerca di riparo

ad una notte incerta.

 

Su quell’altare di roccia,

siede il Re Nero,

tra polvere di tormenti,

cornice di un disegno di vendetta.

 

Laggiù

il sangue colora le margherite


-morituri te salutant-






 


re nero

lunedì 16 giugno 2008

in golena

c’è un vento fresco

-stasera-

tra gli alberi della golena

 

un alito di ricordi

porta la brezza

di una storia

 

sussurra poesia

la lacrima

d’un giorno concluso

 

è di sale la traccia

cristallo plasmato

da mani di donne

innamorate

 

una lama di luna

apostrofa il cielo

notte di stelle

e di sogni

 

gocce di veleno

-pura ambrosia-

d’un pianto

rubato alla follia





golenaxx

(foto presa dal web)

sabato 7 giugno 2008

Il velo bianco (Filomena)

Genuflessa

all’altare sacro

rifugio d’ un viaggio

d’ inutili disegni

 

china sull’umile sogno

assorta nel lungo respiro

fuggi l’eros

per cingere l’agape

 

fedeltà a Lui

contro il Maligno

vergine consacrata

ad una castità perfetta

 

mormori salmi

tra le tue labbra umide

[patto invisibile]

dagli occhi una lacrima

scivola sul tuo rossore

 

hai preso l’anello

sul capo

il velo bianco

 

sposa del Re

serva dei poveri

concedi il tuo corpo

al vento della fede

 

ti ciberai alla sua mensa

domani

 

sale

l’incenso nella volta dorata

dove la Madre accoglie sulle spalle

il braccio di Suo Figlio







smariatrastevere400

lunedì 26 maggio 2008

fiocco di luna


gonna corta

occhi perduti nel vento

della tua fresca avventura

 

le tue calze bianche

-fiocco di luna adagiato al mio respiro-

sulle tue cosce di rosa

un contro-canto d’avide visioni

 

 

ti ho seguito

come il giorno la notte

tra i vicoli umidi d’ ombra

di questo quartiere senza silenzi

 

ho cercato

il tuo odore tra le pietre

lasciate dal tempo

sui muri grezzi di peccato

 

uno sguardo sfuggente al sogno

           sorridi seduzione

-attimo fuggito alla banalità-

 

 

sui selci

le tracce dei tuoi passi

il tuo corpo si scioglie

alla mia voglia

 

nelle mani

pulsa l’ossessione

di averti rapito.







bas blanche 350

(immagine presa dal web)

giovedì 15 maggio 2008

diaspora crudele

luci soffuse

per una notte di veglia

 

c’è un pensiero tra le stelle

che non si spegne

con l’alba

 

lampade ad olio

del nostro tormento

 

un vagare tra valli

dove le lacrime

sono rugiada di primavera

 

lungo il sentiero senza orme

i miei passi

musicano il silenzio

 

una nenia cantata

tra rovi di biancospini

diaspora crudele

per ritrovare Lucus



[da "album di parole" - 2007]





castello-di-ocre

(immagine presa dal web)


 

 

giovedì 8 maggio 2008

inchiodato al tramonto

sul mio polso

bracciali di ferro e di cuoio

tra le dita un sigaro antico

 

[fumo acre negli occhi]

 

tabacco bruciato

ai pensieri di uomo

 

un  aroma che trascina nel tempo

un sorriso al sole che scalda

questa pelle lastricata di storia

e tormento

 

sublima il mio corpo ad un sogno

conoscere i segni del cielo

rapire le voci controvento

sfiorare la fede che fugge

 

[la quiete mi lascia sorpreso]

 

mirando una luce lontana

ripongo il seme nel ventre

la follia della vita nel senno

 

non lascio preghiere ai poeti

una parola tra i versi di carne

 

[socchiudo gli occhi al suo sguardo]

 

un assenso alla gloria di un’ora

il fruscio delle foglie

circonda sonoro quest’attimo

 

inchiodato al tramonto





Foglia_morta

(immagine pressa dal web)





[vi ricordo la "Domus", luogo di conversazione, tra ospiti impenitenti di conoscenza, di condivisione e di confronto]









”Domus ” di Lorenzo de Vanne

 










mercoledì 23 aprile 2008

è la fine di un sogno

è rimasta

una foglia appena

su quel ramo

una volta in fiore

 

appesa

ad un filo d’illusione

si muove

vela al vento

 

resta

ancora una stella

in un cielo

grigio di nubi 

 

è l’arco

che chiude il suo sesto

chiodo d’ingegno

sulle spalle

 

non è autunno

ancora

 

è la fine

di un sogno





foglia

(foto presa dal web)

















venerdì 11 aprile 2008

sono di nuovo qui...

Ebbene, si!

Eccomi di nuovo qui.

Come avrei fatto, d’altronde a restare senza la magia dello scrivere e del leggere di poesia?

Ritorno qui, con qualche certezza in più, e qualche dubbio (o rassegnazione?) in meno.

 

Certo è che la consapevolezza di vivere questo incanto, permette alla fine di superare ogni perplessità.

Riprendo il cammino sulle “tracce della mia anima”, ringrazio quanti hanno partecipato al commento del mio intervento precedente, alcuni molto attenti e interessanti.

Riprendo il cammino in questo “percorso” dove la poesia resta l’unico strumento di comunicazione per esprimere, ed esprimermi, mentre nelle pause mi ritiro nella mia “Domus” una dimora virtuale che ho aperto in questi giorni, alla riflessione, alla conversazione, Vi aspetto là, dopo la lettura delle mie tracce, con la certezza che il confronto, e la complicità intellettuale restano i cardini della ricerca della conoscenza.


 

”Domus ” di Lorenzo de Vanne



Voglio, in avvio di questa nuova fase, proporre qui su “Tracce”, un testo inedito, attuale o attualizzato, e un testo già pubblicato sul questo blog, seguendo proprio l’ordine progressivo degli inserimenti, visto che proprio in questi giorni ricorre il primo anniversario della mia venuta nel mondo “splinder” .


e di nuovo poesia.....

 

 

 

Oltre

 

oltre il confine

dove la notte

risplende d’ incertezze

in quel giardino

di sogni surreali

nebbie dense

follia in polvere

 

oltre lo scoglio

che respinge il mare

terra promessa

d’ eterno vagare

zolla dopo zolla

per arare la mente

di perché

 

oltre di noi

paura pressante

nel cercare la luce

riflesso di verità

celate

al nostro coraggio

 

oltre quel sogno

che distrugge

la speranza

-malgrado noi-

 

 

oltre 

 (foto presa dal web)






Sophia (pubblicata il 2 aprile 2007)

 

si consuma

il sigaro antico,

tra le mie labbra

umide

 

carezze di fumo

odorose di tabacco,

affievoliscono lo sguardo

stanco di sospiri,

sono gesti incantati

 

la mia mano accompagna

questo rito

di piacere promiscuo,

aspetto

all’orizzonte già oscurato,

il bagliore della prima alba

 

ancora un notte di pensieri,

brucia la fiamma tra le dita

odorose di sesso,

mentre la mente 

galleggia nella vaga speranza

di uno sguardo oltre quella cornice,

colorata di stagioni consumate

 

la schiena non si lascia piegare

e lascia che il sonno,

disegni ancora spazi

al pensiero di questo tormento

 

-nella follia per “sophia”-

 

martedì 18 marzo 2008

Cogitando...

Care Amiche, cari Amici

È da qualche giorno che ci sto riflettendo.

È da un po’ di tempo che non riesco ad essere presente emotivamente sul blog come vorrei.

Al di là degli impegni personali attuali, pressanti, devo confessare che mi sento in questo momento,  un po’ lontano da questo mondo splinder-poetico.

 

E sto riflettendo sul cosa fare, visto che il mio pensare e il mio sentire, resta intenso e costruttivo, e che il mio progetto di studiare e tentare di fare poesia, leggere poesia, discutere di poesia, per poter ritrovare e seguire le tracce della mia anima, e poter leggere in modo più chiaro i segni del tempo, e dello spazio, resta sempre più valido.

C’è qualcosa che in questo metodo di fare poesia, comunicare poesia, leggere poesia, nel mondo splinder, che non và…ma cosa?

E come è il mio solito, parto da me.

Riprendo la mia strada percorsa, per cercare di ricostruire le origini del dilemma.

E siccome anche persone a cui tengo molto, spesso male interpretano le dinamiche del mio essere, confondendolo con l’apparire, il confronto con l’ambizione, la condivisione con la propaganda, e l’esercizio della scrittura come strumento di alienazione “mirata”, mi sento in dovere di riflettere se:

 

-il mio progetto è utopia

-faccio errori di comunicazione

-sono sbagliato nel posto giusto

-sono giusto nel posto sbagliato

 

Non volendo che le mie assenze nello scrivere e nel leggere, siano valutate come una mia superficialità o supponenza o ancor di più di disinteresse dei vostri blog e del vostro scrivere, è mia premura con questo post, condividere la mia esigenza di una pausa silenziosa “meditativa” , sine-die, dal mio blog.

 

Salutandovi con affetto e rispetto, colgo l’occasione per augurare a tutti voi e alle vostre famiglie una Buona Pasqua.

Un abbraccio

Lorenzo

venerdì 7 marzo 2008

ossessione

Sono nella latitudine

del perché

dove lo spazio si riduce

ad un ti voglio

 

scenario compossibile

d’ una esistenza incorniciata

da verbi all’infinito

 

un apostrofo

divide il mio delirio

dalla speranza

rigurgito di un credo

sfumato tra le sponde

di vene incerte

 

nel simposio di luna

fraseggi ombreggiati

da voli di gabbiani

rapito al vento

un profumo di lavanda

 

candida pelle

di anima in cammino

 

ossessione

d’effimero sapere

 

 



strada sforii noua

venerdì 29 febbraio 2008

dita di velluto

Ti vedo

donna dalle dita di velluto

sfiorare la tua pelle

bianca di luna

 

sospiri sogni proibiti

guardi dalle palpebre chiuse

il buio che ti conduce

alla follia




trema il tuo corpo

al suo pensiero

sussulti parole

che non può ascoltare

 

mentre scivoli nel tuo piacere

disegni voli di gabbiani

sul tuo corpo

 

…comete colorate

i tuoi brividi







donna con la rosa



(foto presa dal web)



martedì 19 febbraio 2008

piccola nuvola

piccola nuvola

che spinta dal vento

corri impaurita

verso angoli di cielo

nascosti agli occhi

di chi vede

di chi sente

 

non fuggire

resisti

resta

ombreggia il mio cuore

sfiorami con le tue piume

bianche di rugiada

e baciami

con una goccia sulle labbra

arse di vento

…di voglia





[chi mi conosce sa che mi piace mettermi in gioco, e quindi questa volta propongo il mio primo testo con ambizione poetiche, era la primavera del 2003, e tra un volo di aereo e l'altro, e tra una camera d'albergo e l'altra, scrissi questi semplici versi, non sapendo che sarebbe stato, da qui in poi, un lungo innamoramento]





cielommm

mercoledì 13 febbraio 2008

Io sono con-dan-nato


Io sono nato

tra dirupi di aridi tramonti

in un ventre peccato di Nicea

all'ombra della palma di primavera

nove lune su una terra che trema

il vento freddo dal monte del nord.

 

Io sono dan-nato

da questo chiodo che è la mia storia

nella croce della mia stessa carne

nomade nella terra senza tempo

ungo la fronte sull’altare di pietra

cerco nei boschi la mia Signora.

 

Io sono con-dan-nato

a scrivere versi maledetti

rincorsa per un calice amaro

la conoscenza fonte di delirio

tra meridiani cancellati dal tempo

prigioniero del sogno d’ una rocca.

 

Tre nodi di piacere

sacro intreccio di tenebre

 

 








lm2

(foto di Laurentiu Margalin presa dallweb)

sabato 2 febbraio 2008

ad est, una nuova alba

notte

un fuoco arde

tra i pori dilatati

dalla luna

 

la nuca

piegata al dolore

lasci la schiena

alla paura

 

un fruscio

pensieri vagabondi

ritorna l’ombra

della croce sul colle

 

passi

senza eco

disegnano una traccia

sulla polvere del tempo

 

incerto funambolo

perduto nelle parole

di ermetica poesia

 

trovi sussurri

appena

aliti d’ esistenza

tra rami secchi

di narcisi secolari

 

una pace

protetta dalla roccia

evapora lo sguardo

in una corsa senza fine

 

ad est

una nuova alba

 

 





plage-noir-blanc-mer-trace-424531

venerdì 25 gennaio 2008

un odore che danna

è radice

questo possesso perverso

sentimento del dolore

 

sono pugni al vento

che trascina foglie morte

da tempo,

gigli senza stelo,

caduti da un cielo

ormai grigio

 

un alito amaro

riempie il mio sguardo,

le dita, tentacoli

d’ una corona di spine,

scorrono

tra le sue cosce umide

 

in quell' odore

…che danna.

 





soavedf4

domenica 20 gennaio 2008

...è l'Appia

È un cielo

di stelle accennate

c’è luna piena

stasera

icona d’ argento

fantastica solitudine

 

su queste pietre

schiacciate dal tempo

le ruote della storia

hanno segnato tracce

di lacrime e sangue

 

questa strada

maledizione di schiavi

tappeto d’ allori 

oltraggiata da eserciti avidi

della gloria di Roma

 

c’è un profumo di amori rubati

su capitelli dispersi nell’oblio

gemiti tra silenzi d’ anime

sacrificate alla fede

odore di tempo

paura di morte

su orme

di un credo compromesso

da umani

perduti nell’onnipotenza

 

è l’Appia

 

compagna di pini

e di ruderi

di civiltà abnegata

la nostra voglia di cantare le gesta

si respira silenzio

-stasera-

tra tombe profanate

ipnosi della banalità

 

un canto sottovoce

muove

questo sguardo severo

oltre

la memoria.





appia-antica

martedì 15 gennaio 2008

Il settimo sigillo

ilsettimosigilloridotto

 

Sui sentieri

d’un lacerato ritorno

-tormento-

la ricerca di una ragione

 

una partita a scacchi

con la morte,

per un perché,

sfida truccata

dal destino,

 

resta silenzio

-ancora-

eco della tua domanda

 

non puoi toccare

Dio,

né comprendere il segno,

sulle tracce inutili

di un’ epistéme                                 

nuda di fede,

 

bussa alla porta

l’ultima ora,

scende il velo

sulla vita.

 

Una danza al chiarore dell’alba,

sui bordi

d’un orizzonte blasfemo,

 

li tieni per mano,

una lunga fila,

in testa Lei

con falce

e clessidra,

 

ti allontani solenne,

un’arpa accompagna

gli ultimi passi,

verso l’ignoto.

 

La pioggia lava

il sale delle lacrime,

incompiuto,

resta il dipinto della mente.

 

 

(il filmato qui sotto è tratto dal film "Il settimo sigillo" di Ingmar Bergman a cui mi sono ispirato, rivedendolo dopo circa 30 anni, è un filmato molto interessante su una conversazione che riguarda un grande mistero, vi consiglio di vederlo a ascoltarlo con attenzione, annullando la musica di fondo del mio blog, sulla colonna sinistra"







venerdì 11 gennaio 2008

petalo di rosa

ti ho trascinato

in questo letto

dalle lenzuola sgualcite

 

un profumo di lavanda

la tua pelle di luna

 

tra i sorrisi

di sguardi curiosi

le tue vesti

foglie d'autunno

 

ho trovato

labbra umide

disegnate

da un petalo di rosa

 

il profumo di mare

nel tuo ventre

bocciolo di primavera

 

un respiro

-aliti fusi-

sensi intrecciati

 

sul pentagramma

note

rapite alla magia

 





donna velata

domenica 6 gennaio 2008

eterno dilemma, l'amore

Non trovo buio nelle tue parole

solo carezze di vento

di mesto abbandono

ad un sogno sfumato

in troppe righe di pianto

 

umore rappreso

sui gradini della nostra

diffidenza

 

una lacrima

buca

la pietra del rimpianto

 

risale l’estuario

la vela bianca

tavolozza di una voglia

 

lasciati andare farfalla d’inverno

le tue ali di cera

forgiate dall’illusione

resteranno versi immortali

d’una poesia di vita

 

eterno dilemma

l’amore

 

tra dolore e piacere

per un approdo

perfetto

 





penser

mercoledì 2 gennaio 2008

Elizabeth [Donna, Guerriero, Regina]

Donna dagli occhi di ghiaccio,

nascondi la notte

nell’azzurro dell’iride,

il silenzio nel ventre,

asciutto di tormento,

sola nell’alcova

dei rossi damaschi,

una lacrima salata

eclissa

la tua voglia d’amore,

il riflesso

d' una luna calante

tarda il tramonto

sulla tua pelle di latte.

 

Guerriero con le armi del cielo,

da sud un vento di Spagna

annoda i tuoi capelli rossi,

sull’orgoglio del tuo popolo

inciti la rabbia della preda,

offri il calice al martirio,

un inganno

per la terra di Albione,

nei corsari rimetti la spada,

il mare il tuo campo

d’arare.

 

Regina di un trono infedele,

respingi il peccato di Roma,

sul ceppo la testa di Maria

fardello d' una traccia

di spine di rose,

conduci la gloria d' una fede

su una vergine terra,

affoghi l’Armada del gobbo

nei gorghi

della sua presunzione,

sospiri la paura dell’inganno,

ti resta la corona

e una colomba,

nel cuore

l’amore per le tue radici.







elizabeth