Ebbene, si!
Eccomi di nuovo qui.
Come avrei fatto, d’altronde a restare senza la magia dello scrivere e del leggere di poesia?
Ritorno qui, con qualche certezza in più, e qualche dubbio (o rassegnazione?) in meno.
Certo è che la consapevolezza di vivere questo incanto, permette alla fine di superare ogni perplessità.
Riprendo il cammino sulle “tracce della mia anima”, ringrazio quanti hanno partecipato al commento del mio intervento precedente, alcuni molto attenti e interessanti.
Riprendo il cammino in questo “percorso” dove la poesia resta l’unico strumento di comunicazione per esprimere, ed esprimermi, mentre nelle pause mi ritiro nella mia “Domus” una dimora virtuale che ho aperto in questi giorni, alla riflessione, alla conversazione, Vi aspetto là, dopo la lettura delle mie tracce, con la certezza che il confronto, e la complicità intellettuale restano i cardini della ricerca della conoscenza.
Voglio, in avvio di questa nuova fase, proporre qui su “Tracce”, un testo inedito, attuale o attualizzato, e un testo già pubblicato sul questo blog, seguendo proprio l’ordine progressivo degli inserimenti, visto che proprio in questi giorni ricorre il primo anniversario della mia venuta nel mondo “splinder” .
e di nuovo poesia.....
Oltre
oltre il confine
dove la notte
risplende d’ incertezze
in quel giardino
di sogni surreali
nebbie dense
follia in polvere
oltre lo scoglio
che respinge il mare
terra promessa
d’ eterno vagare
zolla dopo zolla
per arare la mente
di perché
oltre di noi
paura pressante
nel cercare la luce
riflesso di verità
celate
al nostro coraggio
oltre quel sogno
che distrugge
la speranza
-malgrado noi-
(foto presa dal web)
Sophia (pubblicata il 2 aprile 2007)
si consuma
il sigaro antico,
tra le mie labbra
umide
carezze di fumo
odorose di tabacco,
affievoliscono lo sguardo
stanco di sospiri,
sono gesti incantati
la mia mano accompagna
questo rito
di piacere promiscuo,
aspetto
all’orizzonte già oscurato,
il bagliore della prima alba
ancora un notte di pensieri,
brucia la fiamma tra le dita
odorose di sesso,
mentre la mente
galleggia nella vaga speranza
di uno sguardo oltre quella cornice,
colorata di stagioni consumate
la schiena non si lascia piegare
e lascia che il sonno,
disegni ancora spazi
al pensiero di questo tormento
-nella follia per “sophia”-