della tua angoscia
di quando sei s’un ponte
e non riesci a vedere l’altra sponda
di quando sei
al tramonto
e il cielo perde l’azzurro
mentre il buio prende i tuoi occhi
e non riesci a vedere
l’ombra del tuo sorriso.
Parlami del tuo dolore
della tua ferita
di quanta pelle hai lacerato
per un sogno
di quanto sei
sola nel tuo letto
e strazi la tua carne
in carezze cariche
di vento
Parlami del tuo essere donna
di questo sussurro
che è senza tempo
di questa magia
che non riconosci
tra i fiori del tuo giardino.
Riprenditi
la chiave del tempio
portaci il tuo odore
[è la tua dimora]
tra porfidi e basalti
torna di nuovo
l’olio sacro
nella tua fonte
…ungiti di te.
© ”…ungiti di te” di Lorenzo de Vanne

(immagine presa dal web)
