martedì 18 marzo 2008

Cogitando...

Care Amiche, cari Amici

È da qualche giorno che ci sto riflettendo.

È da un po’ di tempo che non riesco ad essere presente emotivamente sul blog come vorrei.

Al di là degli impegni personali attuali, pressanti, devo confessare che mi sento in questo momento,  un po’ lontano da questo mondo splinder-poetico.

 

E sto riflettendo sul cosa fare, visto che il mio pensare e il mio sentire, resta intenso e costruttivo, e che il mio progetto di studiare e tentare di fare poesia, leggere poesia, discutere di poesia, per poter ritrovare e seguire le tracce della mia anima, e poter leggere in modo più chiaro i segni del tempo, e dello spazio, resta sempre più valido.

C’è qualcosa che in questo metodo di fare poesia, comunicare poesia, leggere poesia, nel mondo splinder, che non và…ma cosa?

E come è il mio solito, parto da me.

Riprendo la mia strada percorsa, per cercare di ricostruire le origini del dilemma.

E siccome anche persone a cui tengo molto, spesso male interpretano le dinamiche del mio essere, confondendolo con l’apparire, il confronto con l’ambizione, la condivisione con la propaganda, e l’esercizio della scrittura come strumento di alienazione “mirata”, mi sento in dovere di riflettere se:

 

-il mio progetto è utopia

-faccio errori di comunicazione

-sono sbagliato nel posto giusto

-sono giusto nel posto sbagliato

 

Non volendo che le mie assenze nello scrivere e nel leggere, siano valutate come una mia superficialità o supponenza o ancor di più di disinteresse dei vostri blog e del vostro scrivere, è mia premura con questo post, condividere la mia esigenza di una pausa silenziosa “meditativa” , sine-die, dal mio blog.

 

Salutandovi con affetto e rispetto, colgo l’occasione per augurare a tutti voi e alle vostre famiglie una Buona Pasqua.

Un abbraccio

Lorenzo

venerdì 7 marzo 2008

ossessione

Sono nella latitudine

del perché

dove lo spazio si riduce

ad un ti voglio

 

scenario compossibile

d’ una esistenza incorniciata

da verbi all’infinito

 

un apostrofo

divide il mio delirio

dalla speranza

rigurgito di un credo

sfumato tra le sponde

di vene incerte

 

nel simposio di luna

fraseggi ombreggiati

da voli di gabbiani

rapito al vento

un profumo di lavanda

 

candida pelle

di anima in cammino

 

ossessione

d’effimero sapere

 

 



strada sforii noua