venerdì 15 giugno 2007

...piegata a proteggere la vergogna

non riuscivi


a capire


mentre lui ti spingeva


sulla terra umida


di alba


 


non riuscivi


a parlare


mentre lui ti frugava


l’amore


sul corpo umiliato


  



restavi impaurita


all’ombra dell’inganno


squarciata l’innocenza


le vesti strappate


tra le gambe forzate


con il ventre inchiodato


in un rito rubato



 


piangevi


l’illusione


gemevi il dolore


le carni scavate


dal tormento


l’anima uccisa


da un ladro di bambole


 


soffocavi il respiro


la paura era orrore


 


lasciasti la gioia


di essere donna


subivi il supplizio


dell’ invasione


 


restasti piegata


a proteggere la vergogna


mo14


24 commenti:

  1. scusate il ritardo...i problemi tecnici sono stati più fastidiosi del previsto...bè..eccomi di nuovo tra voi..amiche e amici...riprendiamo il discorso a proposito della poesia...e delle sue emozioni....ciao Lorenzo

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  2. toccante e sensibile grido di rabbia per una donna privata dalla sua dignità, soffocata nell'acuta spada di un dolore che ruba lo spazio alle sue parole.

    Una poesia di grandissimo livello, uno spaccato crudo e selvaggio di un angolo di società, spesso accantonato in un angolo di vita.



    Bravissimo, complimenti.

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  3. Oltre il gelso

    quel cibo che si faceva bocca

    in diagonale



    a profanarmi col tuo seme

    inebriata da quel fumo azzurro

    congiunto alla tua voce

    che mi nutriva



    e si spargeva nei nodi dei miei capelli

    ai margini del mio corpo

    nuda nell'anima.



    Effimero

    traboccavi dagli occhi

    colma di cio' che chiedevi

    quando mi porgevo ai tuoi desideri sacri

    nei sotterranei semiaperti del mio cuore.



    E mi facevo fiore

    bevevo il calice del silenzio

    innocente alle tue voglie

    ninfa dell'ultimo giorno d'estate.

    ....mah io ci ho provato.....a parte il gelso di fantasia....il resto mi sembra quasi ok....che dici.....non era per niente facile.....

    ...la tua poesia e' splendida come sempre.....spero che il dentino stia bene.....baci titty



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  4. dura e cruda come purtroppo può essere la realtà.

    l'incredulità, il terrore, il dolore del corpo e dell'anima, il senso di perdita e quello della vergogna.

    Tutto quello che può provare una donna violata nella sua intimità è racchiuso in questa tua poesia dolorosamente bella.

    ben tornato



    Antonella

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  5. Anime violate. Molto toccante questa poesia. Vera, dura, cruda come solo certe realtà sanno esserlo.

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  6. [profonda questa tua...come lama che gira nella ferite esposta...grazie e bentornato qui e da me]

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  7. Grazie x i tuoi lusinghieri commenti,davvero...Un caldo sorriso e un felice fine settimana;-)))Godiva

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  8. Aggiungo che questo tuo struggente post è molto intenso...Ciau;-)

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  9. Molto intensa sì...bella e dolorosa poesia, grazie per essere passato dalle mie parti, a presto rileggerti, serena serata

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  10. Come toccare metallo freddo, è stato leggere i tuoi versi...che si sono introdotti violenetemente nell'anima...gelandola...



    Sei bravissimo...



    Un bacio...Lia

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  11. agosciante.terribilemente cruda,ci sarebbe tante cose da dire su una poesia cosi...ma.....restasti piegata

    a proteggere la vergogna.....violenza fatta cosa si puo fare?



    Giusy



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  12. mi sono trovato qui per caso... è inevitabile il coinvolgimento che viene dai versi, dalle immagini e dalla personalità magnetica che emana il tuo blog....

    ma mi ha colpito in particolare il titolo che è anche quello di una mia poesia....



    Tracce di un’anima



    Salva il tempo le trappole di vita

    dove il mio cuore inceppa e cade.

    Conserva i lembi di carne

    che ogni trappola mi ha strappato

    come trofei da appendere

    in una macabra stanza di ricordi.



    Cerco ancora il gioco della mia infanzia,

    quell’istante prezioso in cui ho perso

    la sottile lancia che teneva il mio equilibrio

    funambolico andare,

    in bilico tra paura e coraggio.



    Svuoto cassetti con impeto ragionato

    minutaglie d’anime ne vengono fuori,

    attimi dimenticati che si aggregano tremanti,

    così consumati da sfarsi nelle mani.



    Tracce d’anima mi restano tra le dita

    impigliate come vergini ragnatele,

    immagini che sono sindone riflessa



    La mia bocca piange i tuoi occhi

    ma è solo un sapore amaro a sforarmi le labbra.



    Tracce d’anima, collane sui miei seni.

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  13. L'amore vive in ogni piega dell'anima e del corpo di un poeta, ma quasi sempre è dolore....è quasi un parto naturale.

    Arrivo un momento della vita in cui la sofferenza si fa compagna e l'amore sembra diventare inutile: ha partorito il suo figlio immortale.

    L'emozione si stempera e diventa ombra, un'ombra che riesce a vivere solo attraverso le parole e i versi.



    Sarai un ospite molto gradito...

    come sarà un piacere leggere ciò che scrivi.

    Margot

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  14. Ciao, tutto bene?



    Un bacione, un saluto e l'augurio per una domenica felice.



    Manuela

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  15. [sorrido...ti offro un iris:)]

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  16. Dannazione di un' Anima che mai potrà riprendersi ciò che le è stato rubato.Versi tragici, ma intrisi di abominevole realtà.



    Bentornato Lorenzo.



    Un sorriso, velato da una lacrima .

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  17. [non sentivo parlare di guelfi e ghibellini da un decennio...da quando cioè ho finito le scuole superiori...ti sorrido amo la storia]

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  18. Ritorno dopo un pò di tempo... e ritrovo l'intensità di sempre... bella e credu questa tua... un frammento d' Anima...



    un abbraccio Gio

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  19. Intensissima questa poesia!

    Talmente coinvolgente da restarne impigliati.

    Bella ed incredibilmente dolorosa.

    Grazie per i tuoi commenti sul mio blog.

    A presto leggerti

    Franca

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  20. Bhè sì il piacere deve nascere sempre dalle interne magie...Grazie dei tuoi commenti;-)Buona settimana,un petalo rosso,Godiva

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  21. Complimenti non ti avevo mai letto! :)

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  22. davvero bello qui

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  23. Cruda realtà, crudo è l'atto della vergogna, crudele è colui che in modo spregiudicato viola e calpesta con l'ardire la dignità femminile.un testo che lancia un grido e che lascia un monito: si può far qualcosa?

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  24. ...difficile scrivere poesia su un tema così difficile...

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