non riuscivi
a capire
mentre lui ti spingeva
sulla terra umida
di alba
non riuscivi
a parlare
mentre lui ti frugava
l’amore
sul corpo umiliato
restavi impaurita
all’ombra dell’inganno
squarciata l’innocenza
le vesti strappate
tra le gambe forzate
con il ventre inchiodato
in un rito rubato
piangevi
l’illusione
gemevi il dolore
le carni scavate
dal tormento
l’anima uccisa
da un ladro di bambole
soffocavi il respiro
la paura era orrore
lasciasti la gioia
di essere donna
subivi il supplizio
dell’ invasione
restasti piegata
a proteggere la vergogna

scusate il ritardo...i problemi tecnici sono stati più fastidiosi del previsto...bè..eccomi di nuovo tra voi..amiche e amici...riprendiamo il discorso a proposito della poesia...e delle sue emozioni....ciao Lorenzo
RispondiEliminatoccante e sensibile grido di rabbia per una donna privata dalla sua dignità, soffocata nell'acuta spada di un dolore che ruba lo spazio alle sue parole.
RispondiEliminaUna poesia di grandissimo livello, uno spaccato crudo e selvaggio di un angolo di società, spesso accantonato in un angolo di vita.
Bravissimo, complimenti.
Oltre il gelso
RispondiEliminaquel cibo che si faceva bocca
in diagonale
a profanarmi col tuo seme
inebriata da quel fumo azzurro
congiunto alla tua voce
che mi nutriva
e si spargeva nei nodi dei miei capelli
ai margini del mio corpo
nuda nell'anima.
Effimero
traboccavi dagli occhi
colma di cio' che chiedevi
quando mi porgevo ai tuoi desideri sacri
nei sotterranei semiaperti del mio cuore.
E mi facevo fiore
bevevo il calice del silenzio
innocente alle tue voglie
ninfa dell'ultimo giorno d'estate.
....mah io ci ho provato.....a parte il gelso di fantasia....il resto mi sembra quasi ok....che dici.....non era per niente facile.....
...la tua poesia e' splendida come sempre.....spero che il dentino stia bene.....baci titty
dura e cruda come purtroppo può essere la realtà.
RispondiEliminal'incredulità, il terrore, il dolore del corpo e dell'anima, il senso di perdita e quello della vergogna.
Tutto quello che può provare una donna violata nella sua intimità è racchiuso in questa tua poesia dolorosamente bella.
ben tornato
Antonella
Anime violate. Molto toccante questa poesia. Vera, dura, cruda come solo certe realtà sanno esserlo.
RispondiElimina[profonda questa tua...come lama che gira nella ferite esposta...grazie e bentornato qui e da me]
RispondiEliminaGrazie x i tuoi lusinghieri commenti,davvero...Un caldo sorriso e un felice fine settimana;-)))Godiva
RispondiEliminaAggiungo che questo tuo struggente post è molto intenso...Ciau;-)
RispondiEliminaMolto intensa sì...bella e dolorosa poesia, grazie per essere passato dalle mie parti, a presto rileggerti, serena serata
RispondiEliminaCome toccare metallo freddo, è stato leggere i tuoi versi...che si sono introdotti violenetemente nell'anima...gelandola...
RispondiEliminaSei bravissimo...
Un bacio...Lia
agosciante.terribilemente cruda,ci sarebbe tante cose da dire su una poesia cosi...ma.....restasti piegata
RispondiEliminaa proteggere la vergogna.....violenza fatta cosa si puo fare?
Giusy
mi sono trovato qui per caso... è inevitabile il coinvolgimento che viene dai versi, dalle immagini e dalla personalità magnetica che emana il tuo blog....
RispondiEliminama mi ha colpito in particolare il titolo che è anche quello di una mia poesia....
Tracce di un’anima
Salva il tempo le trappole di vita
dove il mio cuore inceppa e cade.
Conserva i lembi di carne
che ogni trappola mi ha strappato
come trofei da appendere
in una macabra stanza di ricordi.
Cerco ancora il gioco della mia infanzia,
quell’istante prezioso in cui ho perso
la sottile lancia che teneva il mio equilibrio
funambolico andare,
in bilico tra paura e coraggio.
Svuoto cassetti con impeto ragionato
minutaglie d’anime ne vengono fuori,
attimi dimenticati che si aggregano tremanti,
così consumati da sfarsi nelle mani.
Tracce d’anima mi restano tra le dita
impigliate come vergini ragnatele,
immagini che sono sindone riflessa
La mia bocca piange i tuoi occhi
ma è solo un sapore amaro a sforarmi le labbra.
Tracce d’anima, collane sui miei seni.
L'amore vive in ogni piega dell'anima e del corpo di un poeta, ma quasi sempre è dolore....è quasi un parto naturale.
RispondiEliminaArrivo un momento della vita in cui la sofferenza si fa compagna e l'amore sembra diventare inutile: ha partorito il suo figlio immortale.
L'emozione si stempera e diventa ombra, un'ombra che riesce a vivere solo attraverso le parole e i versi.
Sarai un ospite molto gradito...
come sarà un piacere leggere ciò che scrivi.
Margot
Ciao, tutto bene?
RispondiEliminaUn bacione, un saluto e l'augurio per una domenica felice.
Manuela
[sorrido...ti offro un iris:)]
RispondiEliminaDannazione di un' Anima che mai potrà riprendersi ciò che le è stato rubato.Versi tragici, ma intrisi di abominevole realtà.
RispondiEliminaBentornato Lorenzo.
Un sorriso, velato da una lacrima .
[non sentivo parlare di guelfi e ghibellini da un decennio...da quando cioè ho finito le scuole superiori...ti sorrido amo la storia]
RispondiEliminaRitorno dopo un pò di tempo... e ritrovo l'intensità di sempre... bella e credu questa tua... un frammento d' Anima...
RispondiEliminaun abbraccio Gio
Intensissima questa poesia!
RispondiEliminaTalmente coinvolgente da restarne impigliati.
Bella ed incredibilmente dolorosa.
Grazie per i tuoi commenti sul mio blog.
A presto leggerti
Franca
Bhè sì il piacere deve nascere sempre dalle interne magie...Grazie dei tuoi commenti;-)Buona settimana,un petalo rosso,Godiva
RispondiEliminaComplimenti non ti avevo mai letto! :)
RispondiEliminadavvero bello qui
RispondiEliminaCruda realtà, crudo è l'atto della vergogna, crudele è colui che in modo spregiudicato viola e calpesta con l'ardire la dignità femminile.un testo che lancia un grido e che lascia un monito: si può far qualcosa?
RispondiElimina...difficile scrivere poesia su un tema così difficile...
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