giovedì 8 maggio 2008

inchiodato al tramonto

sul mio polso

bracciali di ferro e di cuoio

tra le dita un sigaro antico

 

[fumo acre negli occhi]

 

tabacco bruciato

ai pensieri di uomo

 

un  aroma che trascina nel tempo

un sorriso al sole che scalda

questa pelle lastricata di storia

e tormento

 

sublima il mio corpo ad un sogno

conoscere i segni del cielo

rapire le voci controvento

sfiorare la fede che fugge

 

[la quiete mi lascia sorpreso]

 

mirando una luce lontana

ripongo il seme nel ventre

la follia della vita nel senno

 

non lascio preghiere ai poeti

una parola tra i versi di carne

 

[socchiudo gli occhi al suo sguardo]

 

un assenso alla gloria di un’ora

il fruscio delle foglie

circonda sonoro quest’attimo

 

inchiodato al tramonto





Foglia_morta

(immagine pressa dal web)





[vi ricordo la "Domus", luogo di conversazione, tra ospiti impenitenti di conoscenza, di condivisione e di confronto]









”Domus ” di Lorenzo de Vanne

 










25 commenti:

  1. L'ho sentita come una ballata di grande inquietudine,ha un bel ritmo,e' quasi un'implorazione o forse solo una magia che pian piano sta scomparendo......titty

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  2. Ho lasciato la mia immaginazione su quella pelle lastricata di storia.

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  3. Ciò che travolge è l’inquietudine del tenero legame consuetudinario… avvolge i tuoi polsi di ricordi remoti.

    Mentre sconvolge la Mente, non il pensiero che svergina l’oscuro inconscio che trascina l’Uomo dentro di te verso il mistico… (ed i segni li leggi!)

    bensì la consapevolezza che ogni tuo sogno può divenire reale… se vissuto nel più profondo, “dentro” quel carnale che sublima…

    E quella luce lontana, eremo della follia di tutti… assume i colori dell’immaginazione… mentre l’Anima si appaga col desiderio di possesso totale, senza limiti…

    Mentre il tramonto, si spegne, per cingere tra spire d’oblio la notte!

    Per provare brividi… poeta… Volevo dapprima lasciarti la mia traccia scritta in francese… poi… l’oscuro inconscio ha prevalso… ce qui les mots, suavement caressent… dommage pas pouvoir les prononcer !

    Stupendo, come sempre… m’inchino. :-)claudine







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  4. [sentita a pelle questa tua...in maniera particolare...versi che toccano la mia anima...noir]

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  5. sovente i nostri deliri di inquieti

    vi inchiodono all'atitmo fugace che si dipana sul cielo vermiglio del tramonto e dove gia' s'aprono i petali dell'ombra a tinger le ore della veglia

    stupenda ....semplicemente

    un abbrraccio e grazie

    con affetto e stima

    Carol

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  6. Spettacolare l'immagine emotiva che proietta sui teli della mia mente quell' inchiodato al tramonto .

    Essere inchiodati al calore e ai colori che sfumano nel cielo...

    sublimando il corpo ad un sogno...

    rapendo voci controvento...

    sfiorando la fede che sfugge...

    la quiete mi lascia sorpreso

    Geniale.

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  7. Intensamente bella!

    Un forte abbraccio...

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  8. Ho bisogno anch'io di un fruscio di foglie, non che faccia da cornice ad un tramonto ma...che mi distragga da esso :-)

    Un abbraccione e buon week end

    Mela

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  9. Parto dal titolo, evocativo per la sua pregnanza simbolica. Mi spiego: là dove il tramonto è inteso come l’attesa, incarnando la speranza di una nuova vita, l’inchiodarsi che l’autore accosta leggiadramente sembra quasi ossimorico. Infatti, se il tramonto c’introduce al trono della notte, in un’altra dimensione, luogo di infinite possibilità, il chiodo simboleggia il tormento costante, l’asprezza esistenziale che non conosce tregua. Ecco spiegato, la scelta non casuale del titolo, che fa anche da chiusa a questa stupenda lirica. Preziose sono anche le immagini metaforiche che il testo richiama: come quei bracciali di ferro e di cuoio, che paiono inibire le sensualissime e trasgressive forme di erotismo che, nell’intenzione, sono da scavare in quella pelle lastricata di storia. Un po’ abusato, ad onor del vero, quel riporre il seme nel ventre, mentre particolare ed originalissima è quella parola tra i versi di carne, insieme a quell’attimo inchiodato al tramonto. Trova una bella collocazione anche l’uso delle incidentali, quasi un coinvolgimento del narratore nella vicenda ( la lirica è svolta in prima persona, ma il tono è volutamente impersonale), a darle un’aura di fascino e di mistero. Bacchettandoti per quell’assenso apostrofato ( che Prof scassamaroni che sono), non posso che esprimere un giudizio positivo su questa poesia, che caratterizza un certo tuo modo di poetare, così “ scartavetrante” che affascina il lettore, nonchè quel gerudio degli ultimi versi, che conferisce alla poesia un'accentuata musicalità.

    Che altro dirti, Lorenzo? Bella prova.



    Carmen

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  10. - Inchiodato al tramonto…

    istante che lascia l’immagine sospesa in uno status di calma surreale; il tramonto è un momento particolare, apprezzato perché porta, traghetta, il pensiero e l’anima nella dimensione del buio, la notte è il luogo delle catene sciolte in cui spesso le persone si raccolgono e si scoprono, fermarsi quindi un attimo prima di questo processo naturale, significa assaporare lentamente il vissuto e trasfonderlo all’altra esperienza, quella intima e di presa di coscienza. Fermarsi un attimo prima.. è anche il voler mantenere viva e continua, azzarderei eterna, l’emozione ed il tormento dell’ignoto o verso l’ignoto,

    Rimanere appesi a quel preciso istante rivela la volontà di non arrendersi.

    Sorvolando sui primi tre versi che fanno da breve prologo e disegnano con pochi accenni i profili “ fisici “ dell’uomo pensante ( !!! ) la prima cosa che salta all’occhio è quell’immagine del tabacco ( di un sigaro antico = vissuto ) offerto in “sacrificio” al pensiero, aroma di una vita, essenza che si ripresenta e accompagna per la particolare –tonalità- ( l’odore del sigaro mi da un po’ fastidio ma ammetto che da’ fascino a chi lo fuma ).



    “sublima il mio corpo ad un sogno

    conoscere i segni del cielo

    rapire le voci controvento

    sfiorare la fede che fugge



    Questa strofa assume il peso della riflessione mistica e profonda

    il corpo come l’anima che in ascesa si libera

    la conoscenza dei segni come la conoscenza di un mondo al di là della comprensione terrena

    cogliere le voci che fuggevoli e fuggitive nel tempo si sono susseguite

    ed in fine questa fede, fede che procede inarrestabile e che viene sfiorata, non riconosciuta, quasi a giustificare il senso di calma che, nell’inciso sottostante, sorprende.

    Poi quella luce, forse un richiamo, che fa deporre il seme del tormento nella razionalità, luce come curiosità che crea movimento del pensiero. Spero di averne “azzeccato“ il significato perché potrebbe essere letta in maniera opposta, in cui quel “deporre” può essere il significato dell’abbandono delle armi.. ma sono convinta non sia questo il caso!



    Siamo in fase di bilanci?!?!



    Buon fine settimana

    Simona Scudeller



    P.S. mi sono permessa di fare un sunto



    tabacco bruciato

    ai pensieri di uomo

    [fumo acre negli occhi

    mentre la quiete mi lascia sorpreso

    socchiudo gli occhi al suo sguardo

    inchiodato al tramonto]



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  11. non lascio preghiere ai poeti

    una parola tra i versi di carne



    porto via questi due versi

    che , almeno per me, valgono un universo...

    ciao lorenzo

    enri**

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  12. ti rileggo con un fluire di consapevolezza illuministica, un traguardo raggiunto, è meglio dire tappa, attraverso un percorso interiore segnato da croci.

    l'acquisizione di consapevolezze è sempre un evento positivo, il rischio che si corre, ahimè, è un certo rifugio nella ragione ragionata che inaridisce la foce del sentimento....

    ma posso sbagliarmi..

    Grazie per il tuo passaggio e per le tue lusinghiere e gradite parole.

    Margot

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  13. Una pelle che porta addosso un passato non dimenticato.



    Buona serata

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  14. Piccoli riferimenti di oggetti di un uomo che tra le nebbie di un tabacco fumato cerca camminando tra sentieri lastricati della propria pelle e nell’etere di un’anima tormentata.

    Forse per quelle tracce che trova e non trova si ammanta

    di un silenzio e lo fa regno per l’esistenza.

    E solo il lungo addio di un tramonto silente lo tiene "inchiodato" alla bellezza dell'essere e del cercare

    Un bacio

    Dalila



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  15. [non sono poetessa...le poetesse erano altre...dickinson,plath...io mi sento scribacchina dell'anima]

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  16. Il tramonto è alla fine della giornata. Ricordi che affiorano da cui è difficile scostarsi: è il momenti di bilanci e riflessioni. Versi e pensieri capaci di suscitare emozioni.

    Complimenti!

    i

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  17. molto bella: la chiusa è incantevole.



    ti ringrazio d'esser passato nelle mie pagine. A rileggerti presto. Raffaela

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  18. Buonaserata a te Lorenzo

    rilleggo con immenso piacere questa tua

    un abbraccio

    con immutata stima e affetto

    Carol

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  19. non saprei trovare parole adatte a commentare la tua poesia, leggo e rileggo, e lascio scorrere le immagini, che le parole disegnano, tra la mente e lo sguardo...

    complimenti!

    do'

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  20. buongiorno a te Lorenzo

    un abbraccio

    con immenso affetto e stima

    Carol

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  21. Un'avvicendarsi d'immagini che ti trascina con se nel tramonto di un sogno e di un giorno ammanettato

    ai ricordi.

    Bella, bella, veramente bella.

    E' una vera perla.

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  22. L'ho vissuta intensamente...brividi lungo la schiena...immenso Lore...

    buona giornata Mia

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  23. quell'aroma di tabacco avvolge la tua immagine di uomo forte nella ricerca della carne e dello spirito ,non indulgendo in nulla se non alla cruda intensità delle immagini.Una delle tue più travolgenti!



    un sorriso

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  24. Un sentire profondo in questa tua, in cui mi ritrovo particolarmente. Hai un'anima ricchissima, caro Lorenzo.



    Un abbraccio

    Maya



    P.S. Sul mio Blog c’è un omaggio per tutti voi, spero possa farti piacere

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  25. Ogni volta che entro qui, sento una morsa.



    Schiodati Lorenzo, Schiodati da questa dimensione. Ma non provi noia, per questo tuo modo di scrivere?



    Io credo che ci sia molto di più: cercalo Lorenzo, non perderti in questo cucchiaio d'acqua.



    Un bacio (K)

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