È scesa di nuovo
nella valle
la Signora in Nero
nelle sue orme
l’odore del buio
nella sua mano
un riflesso di luna
ha reciso una Rosa
nel giardino dei respiri
-opaca di dolore-
lamento di un filo
spezzato dal martirio
la carne lacerata dalla Bestia
riposi ora quieta
in quell’alveo oscuro
-disperato rifiuto-
destino crudele
il tuo cercare l’illusione
lasci petali al vento
parole sussurrate
alla speranza
nascosta ormai alla luce
canterai la tua vittoria
sull’oblio
mi resta un gioco
tra bambole di pezza
cullavi l’innocenza
sul seno
tuo carnefice
un giglio ti accompagna
nei passi solitari
ritorni nel silenzio
d’una clessidra
…rovesciata.
© Rosa [Rosarum] di Lorenzo de Vanne

(immagine presa dal web)
"nelle sue orme
RispondiEliminal'odore del buio
nella sua mano
un riflesso di luna"
Eccola la tua Signora in Nero in queste immagini suggestive e pulsanti di emozioni. Bello tornare a leggerti. Stefania
Des nouveaux emblèmes… très fortement marques… s’insinuent sous la chair… remplissent chaque limitation sensorielle.
RispondiEliminaOui, je peux La percevoir…
Des représentations symboliques… cette fois liées à la figure de Thanatos…
Un cortège de symboles qui portent quand même le lecteur à raviser, ou fuir, ce qui le texte réveille.
Un bref élude plutôt « thanatologique »…
mais pour la plupart de nous quand même la mort n’a qu’un significat... séparation, abandon, perte.
Ça regèle le cœur, tandis qu’on est cohérent… qu’on ne peut pas s’enfuir…
« dans ses empreintes
l’odeur du ténébreux
dans sa main
un éclat de lune »
La peur prédomine sur la force intellectuelle… la résignation au-dessus de l’espoir…
Des témoignes qui gravent dans l’esprit… même s’il y a un rayon de Lune… Sélène regarde elle aussi !
« destin cruel
ton chercher l’illusion »
Mais pourquoi donc ?
Il ne s’agit pas uniquement du destin [symbolique si lié à un examen plutôt étymologique]…
Destin… le Logos… un irréfrénable faculté qui détermines le futur…
Mais, après la mort… une nouvelle enchaînement à un « forcé retour » dans la matérialité de cette planète maudite.
Cette est l’émotion de ta poésie… vigoureuse, déchirante, sincère et dure.
Des paraphrases courtes (5-6-7 syllabes) concentrées et très fluides… [cachent pulsions très ataviques présentes dans le subconscient]
et puis la force d’un seul endécasyllabe centrale :
“la carne lacerata dalla Bestia”
[la chair déchirée par la Bête]
deviens la représentation de la douleur du poète, une Métaphore conceptuelle de son propre horreur…
Sérénité
:-)claudine
Leggo il commento di Claudine che mi sembra pertinente su thanatos, pero' quella mezza falce vista come Selene..non mi torna.In fondo Selene è la rappresentazione della luna piena e di conseguenza quella mezza falce messa nelle mani della Signora in nero io la vedo proprio come la falce della
RispondiEliminamorte, la stessa che recide la rosa.C'è pero' un verso "lasci al vento parole sussurrate alla speranza" che mi farebbe riportare a Selene in uno dei tanti miti che la vuole innamorata di Endimione e pur di poterlo andare a trovare tutte le notti gli diede il sonno eterno.Alla fine c'è quel giglio che simboleggia la purezza, in netto contrasto con la rosa nera dell'immagine, questo potrebbe lasciare presagire ad una specie di catarsi difficile stabile se della rosa (che poi nel titolo è rosa delle rose) o se dell'autore stesso.Stento a trovare una chiave di lettura per una poesia splendida ma anche straordinariamente criptica in cui tutti i versi che sembrano coerentemente incatenati in realtà mi paiono disgiunti dall'incipit iniziale..quasi come se vi fossero tante poesie contenute nella medesima.
In ogni caso la bellezza delle tue parole crea sempre emozioni anche quando diventa difficile cogliere il vero sentire dell'autore.
Radioso fine settimana:-)Arsinoe
una composizione molto articolata, dove leggo tempi diversi e scene diverse, sembra un caledeiscopio di immagini diverse!
RispondiEliminapaurosamente bella in questa sofferenza dell'attesa della morte, del respingerla e della sopraffazione!
ti seguo da tempo, e mi piace il tuo stile di poeta inquieto, e in questa poesia trovo tutto il tuo intelletto, già goduto altrove!
hai fatto progressi straordinari
un bacio
Elena
Mancavo da troppo tempo. Avevo nostalgia delle emozioni celate fra le tue parole!
RispondiEliminaUn abbraccio
Rosanna
caro lorenzo le tue parole mi riempiono di commozione, posso solo lasciarti un'abbraccio grande, adesso tante parole non servono, basta il cuore a parlare....grazie
RispondiEliminaè semplicemente splendida
RispondiEliminabuongiorno Lorenzo
con stima e affetto
un abbraccio
Resto a riflettere un poco sulle tue parole, certo pregne di malinconia... ma anche di qualcosa d'altro, qualcosa nascosto tra le righe... qualcosa che non è del tutto dolore.
RispondiEliminaMa cosa sarà?
Cerco di scorgere le forme sinuose di quell'ombra nascosta...
Mi è oscuro il senso globale di queste parole, ma il complesso attrae ed ammalia. A presto :)
RispondiEliminaNell'economia del pensiero, spesso molte cose sfuggono alla comprensione di alcuni eventi, primo fra tutti l'ineffabile senso della perdita. Non importa capire chi o cosa si è perso, in quella valle. Importa, invece, comprendere il lamento di un'anima che, lungi dal voler operare una vana e noiosa geremiade, intende compiere una catarsi, nel rinnovamento di un dolore che si ripete...ancora ed una volta ancora. I meccanismi che regolano l'avvidendarsi dei legami affettivi che coltiviamo nella vita ci sono ignoti, ma non lo sono, al contrario, le emozioni che incalzano nelle parole che usiamo. In questo caso, non c'è regola metrica che possa servire alla bisogna, perchè è il verso stesso che compie la metamorfosi, giungendo a graffiare, lì dove l'attrito si fa più insistente e dolente. Lo stigmatizzano, in maniera efficace, le numerose immagini simboliche, per nulla abbozzate, anzi quasi evocate con incisività, anche a costo di apparire scontate ed abusate. Tuttavia, nell'incedere corto del respiro, che qui si avverte, per la tua predilizione del verso corto, non cc'è spazio per quella speranza, la cui immagine è ricorrente nelle tue liriche( l'ultima pare quasi presa pari pari), ma non importa, in questa sede spiegarne i motivi, che trovo troppo personali, per poter essere oggetto di possibili vaneggiamenti virtuali. Mi soffermerei, piuttosto su quel Rosa Rosarum ( ove non sfugge l'uso del maiuscolo per entrambi ) che, stante la tua particolare passione per la lingua latina, potrebbe banalmente suggerire un nome di donna ( ed il maiuscolo porterebbe ad una direzione univoca), ma mi piace immaginare che si tratti di un simbolo allegorico, preso in prestito all'inventiva del momento.Altra particolarità, di non trascurabile effetto, è l'utilizzo di lemmi che richiamano incessantemente i sensi:odore, buio, lamento, carne... quasi a voler pragmatizzare, senza alcuna trascendenza di circostanza, un evento che non lascia possibilità di evoluzioni spazio-temporali, così come suggerisce ottimamente la chiusa: il tempo si è rovesciato!!!
RispondiEliminaTi farei i complimenti, ma in questo momento non è quello che ti serve... men che meno di osservazioni " irriverenti" come le mie.
Carmen
non lascia dubbi sul cosa, sul come...il perchè fa parte degli anni che procedono e che ci mettono in contatto con una realtà che sapevamo, da sempre, ma che comincia ad avere contorni sempre più frastagliati dalle assenze eppure più definiti nel modo di viverle, intendo da parte nostra. Anche mia, recentemente toccata da tre assenze, l'ultima drammaticamente cercata nell'auto-distruzione.
RispondiEliminaChe la poesia ci sia di supporto, che lo sia per te, sempre.
Mi è sempre difficile commentare i tuoi brani, sono talmente belli e sinuosi che solo un bravo critico può rendere onore ai tratti delle immagini che evochi. Interpretazione poliedrica, diversificata, che solo un artista come te sa dare. Un abbraccio, Silvana
RispondiEliminaGrazie delle tue belle parole, Lorenzo.
RispondiEliminaAnche io ti stimo molto come scrittore di lirica, e in un tempo, in cui tutti si sentono scrittori e poeti, non è facile trovare ed apprezzare una scrittura come la tua. Ti leggo sempre molto volentieri.
E leggo nel template i versi tratti da NEVE, uno dei miei libri preferiti. Un libro essenziale, che parte dal mondo dell'haiku, per risalire fin nelle vette piu' alte dell'animo umano.
Ti abbraccio
Eufemia
Il valore ferale dei tuoi versi, tutti giocati sulla necessità apotropaica di non nominare la morte (vera e propria "signora del gioco", come la definì Luisa Muraro in un suo intrigante saggio), emerge con chiarezza in ogni angolo della tua lirica, quasi un "canticum Nornarum" di nordica ascendenza... Un saluto, e grazie per le tue gentili parole, Lory.
RispondiEliminaE come sempre la poesia si fa portatrice di un'emozione che cerca di diffondere il proprio inequivocabile marchio di vissuto...
RispondiEliminaLe parole acquistano pieno potere quando risuonano in una qualche esperienza personale passata, o in un particolare momento emotivo...
L'empatia suscitata è dirompente, seppur colta con l'intelletto...
Ed è perciò che bilancio l'effetto denso e vischioso di questo mantello scuro riportandoti nel solo luogo dove hai certezza inoppugnabile della Luce: dentro di te.
Un abbraccio
Cri
Grazie delle tue parole.
RispondiEliminaTi auguro una calda e morbida giornata,
ricca dei colori dell’arcobaleno.
La tua forma poetica morbida ed evocativa, ogni volta abbraccia. Ed ogni volta affascina.
RispondiEliminaAlessandra
Come opposti che si attraggono,
RispondiEliminacome amanti che si abbracciano.
Camminiamo ancora insieme,
sopra il male sopra il bene.
I fiumi si attraversano e le vette si conquistano.
Corri fino a sentir male
con la gola secca sotto il sole.
“Che rumore fa la felicità.”
BUONA GIORNATA
La rosa, il simbolo dell'amore sempre, un regalo Magico, esiste dentro il tuo cuore e la regali a tutte le tue ammiratrici, anche noi cui virtuale...Un abbraccio Lorenzzino.Silvia
RispondiEliminaCome tutte le rose..la loro bellezza è nelle spine...
RispondiElimina.-) Un sorriso Mia
Il Mistero..
RispondiEliminaDonna e Mistero
il sale della vita
ti bacio
enrì
Il ritratto di una dama in nero inquietante e
RispondiEliminacontroversa ,bellissima lirica
tipica del tuo stile ricercato ed emozionante .
con affetto
giulia
...mi lascio cullare dalla magia che hai voluto regalare anche a me, con questi meravigliosi versi, percorrendo la valle... Di tutto cio' che potrò scorgere ne godranno certo i miei occhi ma ancor di piu' la mia anima, attraverso le tracce che lasci;-)))))))))Un caro saluto, a te, Lorenzo^_*
RispondiEliminaBella e valida per la sua poliedricità, tanto da pensare a una riflessione non tanto (o solo) sulla morte, ma soprattutt sul Tempo che passa. Così che ache il dolore più acerbo lascia uno spazio alla speranza, nel senso oraziano del "carpe diem". Magia data dalle molteplici possibili interpretazioni che invitano a rileggere questa poesia più volte, trovandola sempre nuova!
RispondiEliminaComplimenti e un cordiale saluto, Tiberias
Ma che belle poesie scrivi, mi hanno colpita davvero tanto. Tu un po' angelo e un po' demone, io completamente Angelo...:)
RispondiEliminaGrazie Lorenzo:)
RispondiEliminaLeggo sempre quì da te splendidi scampoli di cielo e poesia.Sei davvero bravissimo!C'è profondità,riflessione,dolore...toccante davvero.
Un bacio da Godiva.
Grazie di essere passato da me ,mi hai dato la possibilità di conoscerti..
RispondiEliminaè bello quello che schrivi...
belle belle,tutte magnificamente belle!
RispondiEliminae il sigaro.....meraviglioso!
ottima degustazione.
ciao !
RispondiEliminaper caso sono capitata nel tuo blog..
Complimenti, vedo che sei anche tu un'estimatore del deserto e del psa..ho anche notato la foto di Brianz Xaver nel tuo album, non poteva passarmi inosservata..eheh
so ben io cosa vuole dire disperdere un fiore nel vento, conosco l'intimo eterno tormento, eppure ne assaporo lagioia di ciò che non può consungersi, perchè ormai è eterno.
RispondiEliminaLirica che mi ha lacerato l'anima
resto senza parole e tanta emozione davanti la raffigurazione di una perdita
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