della tua angoscia
di quando sei s’un ponte
e non riesci a vedere l’altra sponda
di quando sei
al tramonto
e il cielo perde l’azzurro
mentre il buio prende i tuoi occhi
e non riesci a vedere
l’ombra del tuo sorriso.
Parlami del tuo dolore
della tua ferita
di quanta pelle hai lacerato
per un sogno
di quanto sei
sola nel tuo letto
e strazi la tua carne
in carezze cariche
di vento
Parlami del tuo essere donna
di questo sussurro
che è senza tempo
di questa magia
che non riconosci
tra i fiori del tuo giardino.
Riprenditi
la chiave del tempio
portaci il tuo odore
[è la tua dimora]
tra porfidi e basalti
torna di nuovo
l’olio sacro
nella tua fonte
…ungiti di te.
© ”…ungiti di te” di Lorenzo de Vanne

(immagine presa dal web)
Tornare nella tua domus è sempre una forte emozione.
RispondiElimina... la tua lirica è da leggere tra i respiri di luce...
ti abbraccio
Parlami di....ecc. ho scritto anche io, ma le tue parole annulano le mie,
RispondiEliminaè bellissima!
un caro saluto
un bel pensiero, come una mano tesa verso chi ha bisogno dell'altro..
RispondiEliminaEmozionante leggerti
Una lirica che pervade il cuore per le immagini intense e emozionali. Chi è nel dolore si chiude in se stesso, aprire il cuore aiuta nel difficile cammino.
RispondiEliminaComplimenti per il lessico e per l'armonia poetica.
un caro saluto
annamaria
riprendersi non è impresa facile, ma diventa semplice ritrovando la chiave giusta...che risiede già dentro di noi...sebbene ben nascosta...
RispondiEliminaun abbraccio
Che invito!!
RispondiEliminaHo avvertito immediato il bisogno di urlare
tutto il dolore che si cela dietro frasi a volte banali o
saluti delicati...
Ohhhh...Lorenzo!!
Quante mie liriche sono celate
certa di non essere compresa...
certa che altri non vogliono ascoltare...
certa che solo di sogni si vogliono nutrire.
Il tuo parlami è contatto
E' un bel po' di tempo che non capito qua. In questo giardino di versi di seduzione, di malinconia, di prigionia.
RispondiEliminaNon entro in merito ai tuoi versi, credo che bene o male sai come la penso. Passa il tempo, si cambia la rotta e il nuovo vento in poppa ti regala brezza di vita sul viso, nonostante tutto. E' un anno che non aggiorno più il mio blog, ma è sempre lì..aperto e letto. Forse ci sarà un momento che riprenderò a scrivere, ma ad oggi scrivo solo articoli per lavoro :)
La poesia adesso è una pagina voltata, anche se promuovo qualche concorso e ad essere sincera non sento bisogno di mettere i miei pensieri su carta. Strana la vita eh? Un abbraccio. D
Si, ti parlerò del dolore che spegne il sorriso e rende i miei occhi umidi di pianto. Si, ti parlerò di quel particolare dolore che non mi permette di gioire delle bellezze del creato. Si, ti parlerò delle notti in cui il mio letto vuoto somiglia a una fredda bara.Si, ti parlerò di come il mio essere donna è l'unica cosa che mi da la forza di vivere. Si tornerò in quel tempio dove già una volta mi sentii amata da me stessa. Un bacio, Helena
RispondiEliminap.s. meraviglioso incanto di una meravigliosa poesia.
Bellissimi versi che sento come un grido...
RispondiEliminaDolore, mio dolore...
Quante volte mi hai ferito fino a farmi sanguinare...
Quante volte ci siamo trovati a guardarci negli occhi
mentre ai miei "perchè tu restavi zitto"
Un abbraccio Lorenzo
MIchelle
Complimenti, bell'anima! Di solito gli uomini scappano di fronte al dolore di una donna. La vorrebbero sempre tutta moine, sorridente. Il poeta è forse l'unico a saper curare le ferite del suo cuore.
RispondiEliminaBacio
Succede difficilmente ma sono senza parole di fronte a tanta poesia
RispondiEliminanon voglio usare parole banali per cui mi limito a lasciarti un saluto e a leggere ancora una volta...
a presto...
Mi piace xome ti esprimi, hai scritto una poesia in cui la sensualità diventa dolce come una nenia materna, al ritmo cadenzato del "parlami di te",
RispondiEliminaMi piace tantissimo....complimenti Lorenzo.
RispondiEliminaUn abbraccio
Annamaria
C'è una "pietas" di sottofondo a questa tua. Molto bella.
RispondiEliminaSplendide queste tu parole.. come invocazione..
RispondiEliminacon quel finale ungiti di te...
complimenti
a presto
Il Micio
A volte è difficile raccontare il dolore, togliere veli e mostrarsi nudi ...quanta pelle si, abbiamo lacerato per un sogno forse perchè vissuto con la pelle, sulla pelle, che poi vogliamo strappare quella pelle e vederla sanguinare. Se il dolore dell'anima è forte, tutto il corpo è lacerato come un ammasso di carne e sangue. Straziare la carne allora è solo come in certe tribù mettersi sulla pelle dei segni. E si che non si riconsce più la magia, la propria magia, non c'è odore, non c'è colore, solo dolore che rende bui gli occhi.
RispondiElimina
RispondiEliminatracce ... bellissime esplorative.. grazie
ciao Lorenzo, stasera ho le casse accese e sento anche la tua musica.. è bellissima! Buonanotte...
RispondiEliminaquanta intensità nelle tue parole e quante sensazioni a ripensare a che tipo di percorso bisogna fare per riprendersi. mille pensieri....
RispondiEliminaun abbraccio.
Veramente una lirica stupenda!
RispondiEliminaCi rende partecipi del dolore in quelle carni che si straziano.... poi la non percezione del proprio sorriso è veramente fonte di angoscia...
Grazie della tua presenza sul mio blog
Ungiti di te io lo leggo come un invito a prendersi cura di sé stesse, della bambina ferita che c'è in noi, della nostra impronta dell'anima. Un caro saluto e un sorriso.
RispondiEliminaun inquietudine che solca il mio evanescente cuore... grazie per queste essenze.. buon 1 maggio
RispondiEliminaDlci ed irruente parole, che penetrano nel cuore sfiorando il tempo come una carezza.
RispondiEliminaE' sempre un onore vagare nel tuo regno...
un abbraccio,
Isabelle
E spesso è doloroso parlare di sé...è più facile stare ad ascoltare...anche nel silenzio..
RispondiElimina..che dire..
RispondiEliminaanimo nobile il tuo,che chiede senza timore alla donna di esternare la sua essenza...di spezzare l'incanto che cela il segreto del suo essere naturale donna...
..c'è energia...c'è pienezza nei versi...c'è nascosta anche tanta passione..
alla fine risulta il tutto molto bello e sentito...
..buona domenica.
... i tuoi versi... le tue parole... pur sempre così carezzevoli...
RispondiElimina... serena domenica Lorenzo e buon primo maggio...
Impegno, pazienza e amore queste doti fanno di te una persona speciale
RispondiEliminae un grande in tutti i sensi un abbraccio Lorenzo
con stima e affetto
Carol
Bella,
RispondiEliminaposso solo parlare di dolore, mi ungerò...in altra vita, che questa è già finita.
frantzisca
Il dolore...credo faccia parte dell'esser "donna": ne parlo spesso nei miei versi, versi appena velati di malinconia, indubbiamente intinti di sofferenza...
RispondiEliminaRos
E' difficile parlare del proprio essere donna, della complessità, dei tormenti e dei segreti seppelliti in fondo al cuore e all'anima. Un bacio
RispondiEliminaParlami di questo tuo essere donna...di questo sussurro che è senza tempo...e senza confini aggiugerei io...Un sorriso Lorenzo! :)
RispondiEliminaMi perdo nel dolore se tu rubi quel fuoco che arde...ogni attimo..tormenti dell anima..davvero bella
RispondiEliminaciaoLorenzo
Entrare nel pensare femminile non è di certo facile, tu ci sei riuscito ... ottima!
RispondiEliminaCome sempre, i tuoi versi sono bellissimi.
RispondiEliminaBuon mese di maggio!
Lilli
Ciao mio amato cavaliere non so mai quale è il tuo cammino e quanto ti porti lontano dalla tua strega et madonna. Indomabile Demone, Angelo Guerriero quando deporrai le tue armi, togliendoti la pesanta corazza per rivelare L'uomo che è in te? l'appassionato Lorenzo Devanne, il poeta dell'eros e dell'amore, kiss by Helena
RispondiEliminaUn saluto :)
RispondiEliminala notte sa accogliere sussurri
RispondiEliminameglio e più del mattino
perchè con pizzi d'ombra li decora
lascio i miei saluti
RispondiEliminaBuon Giovedi!!
grazie al tuo passaggio!
musicale , ricerca accurata delle parole ma troppa solitudine...forse è vero le liriche nascono quando il dolore parla. buona serata
RispondiEliminaBella ,la frase che hai riportato della "Traversata dei sensi "di Nedjma...stupende le tue poesie ...abbiamo dei libri in comune :) un sorriso.
RispondiEliminacome nel respiro, tornare a parlarne.. perchè nei profumi che si emanano se ne percepisce lo stato d'animo... in questo dovremmo tornare più "animali" che da subito capiscono ciò che siamo..
RispondiEliminanoi siamo un passo indietro, un passo lungo...molto lungo.
ungersi di sè stessi e ri-appropriarsi di ciò che si è veramente.
mi piace.
m.
rinascere donna nelle rosse torri del tramonto, riuscire ad andare oltre dove il sempre rompe l'affanno
RispondiEliminapensieri di diamante sfaccettano le tue parole
Tutta la sacralità dell'eterno femminino...sono moraconpanna lorenzo, mi ha perso il login...
RispondiEliminaOggi hai scoperto qualcosa che il tuo animo e la tua mente bramavano. Si sono la tua strega per sempre mio ardito cavaliere, mio appassionato, dolce amico, paladino dei miei sogni notturni. Tu solo dai diradare le mie tenebre e dare luce al mio volere.Tua Helelna
RispondiEliminaRitorno ancora perchè è bello venire a leggere il tuo libro... qui c'è tout ce qu'il faut savoir... ci sei tu mon cher Lorenzo con la magia che sai ben creare e sempre affascina. Riprendo la chiave del tempo e porto il mio odore... Bisous :)
RispondiEliminati lascio un abbraccio caro
RispondiEliminaprima di scrivere il mio pensiero su questa tua poesia ho letto tutti i commenti precedenti. Rischio di essere banale, e quindi mi limito nel dire che mai, come in questo tuo ultimo lavoro, mi ritrovo........e tu sai......
RispondiEliminail dolore, le lotte, le speranze, la solitudine e la ricerca........tu sai amico mio ed è per questo che hai saputo riassumere così intensamente le emozioni e i travagli di una donna.
Ciao
sempre gradite le tue sciee
RispondiEliminaBuon fine settimana ed un abbraccio! :)
RispondiEliminaquanta dolcezza in questa prosa, un'enorme passione, un sottopelle brillante.
RispondiEliminaNon smetterei mai di leggerti