ascoltami
distenditi
le rose sono fiorite ormai
nel giardino proibito
accoglimi
comprendimi
il vento che spira dal mare
trascina con se il sapore delle onde
partirò
domani
le finestre urlano alla tempesta
la pioggia scivola sui vetri
non posso
restare
il tramonto conduce all’orizzonte il giorno
i colori sbiadiscono nella tavolozza del buio
sul viso
una lacrima
preghiere di lampi e di pianti
è una notte di addio
…questa

Quella pioggia che scivola sui vetri come lacrime sul viso. Una poesia che sento molto mia, un addio che ha il sapore amaro di una ferita. E lacrime a pulire il sangue di quella ferita. Versi sublimi. Bravissimo.
RispondiEliminac'è sempre un addio prima di ritrovarsi...che bello stare qui...c'è un aria magica...che solo tu potevi creare...grazie Lorenzo...bacio...Marilena
RispondiEliminain questa poesia vedo un duettare con se stessi.
RispondiEliminaLa parte razionale che si pone pacatamente e la parte passionale che prende spazio quasi a voler prevalere...poi l'addio......doloroso...
Un'altra lettura potrebbe essere invece la reazione di lei, violenta, di non accettazione alla decisione subita....
Bella!
La pioggia, le lacrime, molto intensa questa tua caro Lorenzo.
RispondiEliminaPoesia davvero splendida, concordo coi commenti positivi che hai ricevuto.
Buona settimana, Manuela
Passo da qui in punta di piedi...ho sempre letto il tuo nome associato alla penna sublime di orchidea ....adesso so che esisti e m'inchino alla tua bravura.
RispondiEliminaScusa per questo mio passaggio.
D
..la penna sublime che scrive con te ti augura buona domenica dopo aver letto questo dolce canto d'amore.....baci baci titty
RispondiEliminaMi piace molto questa poesia...c'e' una sensibilità profonda dell'altra....colta nella maniera piu' delicata....
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